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I colori della vita
 
 
 
 
           
       


Roswita

     di
   m.l.p.




"Così vivranno gli uomini il giorno prima del giudizio universale, succhiando nettare dai fiori velenosi, lodando il sole che si spegne come dispensatore di vita, baciando la terra che si dissecca come madre della fertilità" Joseph Roth, La cripta dei Cappuccini



Legenda: è diviso in capitoli si parte da dicembre

Ogni diritto è riservato


DISCLAIMER
Questo è un blog non una testata giornalistica forse per questo è onesto, ma la precisione va cercata altrove.
Alcune foto o citazioni provengono dal vasto mondo del WEB e rimangono di proprietà degli autori che possono chiedermi, in qualsiasi momento, di rimuoverle  o di citare il proprietario.
Mi riservo il diritto di cancellare qualsiasi cosa ritenga lesiva dell'altrui dignità.

 
2 maggio 2016

Sogno di una notte di mezza estate il Musical Teatro Lauro Rossi Macerata 27 Maggio

https://www.facebook.com/accademiaplatafisica/posts/1061177050587640


2 maggio 2016

Sogno di una notte di mezza estate il Musical Teatro Lauro Rossi Macerata 27 Maggio

https://www.facebook.com/accademiaplatafisica/posts/1061177050587640


19 settembre 2015

Accademia Platafisica Iscrivetevi!!!!!

https://plus.google.com/+MariaLauraPlatania/posts/GLNZMTsRyG6




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30 luglio 2015

accademia platafisica iscrizione

https://www.facebook.com/accademiaplatafisica?ref=hl



Si riaprono le preiscrizioni all' ACCADEMIA PLATAFISICA - Scuola di Teatro e Musical per l'anno 2015-2016 consociata con Professione Spettacolo di Roma. Necessario mandare una mail a accademiaplatafisica@gmail.com con i propri dati personali per potere accedere alla selezione per la definizione dei livelli che avverrà il in data da destinarsi e che prevede

https://www.facebook.com/events/492313554265787/ . prova di recitazione: un monologo (o scena con spalla);

· prova di canto: un brano con base da portare su cd, chiavetta  o spartito

· prova di danza facoltativa.


Per il solo corso di recitazione è sufficiente un colloquio.




Accademia Platafisica, scuola di Teatro e Musical

Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla

“Ho immaginato Accademia come un fulcro intorno al quale girassero artisti di livello nazionale, capaci di nutrire i giovani e meno giovani talenti, ho pensato a quanto sarebbe stato bello quando ero io giovane artista a formarmi potere avere a disposizione in un unico luogo tante personalità che mi plasmavano e generosamente mettevano a disposizione il loro valore. Tanto generosi da dividere il palco con me. Un sogno? Tra Fame e Glee: un sogno fatto di solida realtà. Ecco cosa sarà Accademia per Macerata e Roma, luoghi che amo per frequentazioni d’affetto” Brunella Platania

CHI SIAMO

Ieri la PATAFISICA, scienza delle soluzioni immaginarie, oggi la PLATAFISICA soluzioni leggiadre, come farfalle in volo, da inseguire a occhi ben aperti e proiettati su un future strutturato e concretamente fattibile. Nata dalla volontà di Maria Laura Platania, regista, giornalista e scrittrice con Brunella Platania, artista di rilievo nel mondo del Musical, la scuola di Teatro e Musical Accademia Platafisica ha due sedi, una a Macerata, l’altra a Roma in collaborazione con Professione Spettacolo e gode del patrocinio del Comune.

Sedi facilmente raggiungibili che danno il benvenuto a tutti gli artisti e a coloro che vogliono cimentarsi nel mondo dello spettacolo.

Diversa da ogni altra perché mira a un inserimento immediato negli spettacoli, che non si propongono solo come saggi di fine corso, Accademia punta su una formazione completa e si propone di mettere in contatto eccellenze nazionali con giovani che vogliono apprendere, confrontarsi, creare e ricreare. Già nel primo anno di attività i nostri Accademici si sono cimentati sul palco il 28 Dicembre con la Compagnia di professionisti di Aspettando Broadway di Bologna con lo spettacolo concerto "A Musical Gift-Un anno bellissimo" e il 2 Giugno con " Light is Time! Marty e la meravigliosa macchina del Tempo" condividendo il palco con i Maestri Brunella Platania e Enrico D'Amore e fattivamente collaborando alla progettazione dello spettacolo step by step a partire dalla ideazione della Direttrice Maria Laura Platania, quest'anno poi a dicembre e maggio i Platafisici si sono esibiti nello spettacolo Piccole Donne, il Musical curato e perfezionato a partire dal testo alla interpretazione del personaggio, alla cura delle vocalità, ai movimenti coreografici. Anche quest'anno il palco è stato condiviso con professionisti per una formazione sul campo utile e costruttiva.Il 12 Giugno a Roma Sala Umberto ancora Platafisici con professionisti un magnifico allestimento '80  style  di Sogno di una notte di Mezza estate il Musical-It's a kind of magic

COSA PROPONIAMO

Si parte dalle materie di base come recitazione, dizione e musica, movimenti coreografici, per poi passare a materie più specifiche con la collaborazione di docenti specializzati. Accademia prepara giovani e meno giovani, aspiranti professionisti e semplici appassionati a vivere l’emozione di fare il musical con gli artisti del musical in qualità di docenti e come colleghi di palco, esperienza felicemente attuata in Musical di vivo successo, portati in scena negli ultimi anni, quali Chocolat, Hair, Scrooge, Tutti al macello, Mistero al Caffè ’80 in collaborazione con MusicArte di Siderno, Canterò di te, Paolo e Francesca, in collaborazione con l’A.T. Opera Prima di Latina, Una stranissima ragazza, Non so come amarlo, solo per citare. Tutti i nostri allievi avranno sconti sulle lezioni private (in caso di richiesta) e sugli stage e workshop (alcuni completamente gratuiti per gli iscritti) che Accademia Platafisica costantemente organizza. Alla fine del percorso accademico, i più meritevoli tra i Platafisici potranno collaborare attivamente con Le Temps d’une Pause - associazione culturale teatrale per la promozione del musical, affiliata UILT, attiva su territorio da una decina d’anni – di cui Accademia Platafisica è figlia nobile.

Inoltre Accademia prepara gli artisti per eventuali casting, audizioni e provini.

CORSI DA OTTOBRE A GIUGNO, DAL LUNEDÌ AL VENERDì, STAGE NEI FINE SETTIMANA.

I CORSI SI TERRANNO A MACERATA PRESSO IL TEATRO REBIS E PRESSO LA PALESTRA SUPERGYM

MAESTRI PLATAFISICI

Accademia si avvale della collaborazione di importanti realtà e personalità del mondo del teatro e del musical quali "Proefssione Spettacolo" di Roma diretta da Marcello Sindici, nostro direttore artistico e coreografo, MusicArte di Siderno diretta dalla vocal coach Assunta Pedulla,  e per gli stage performer  quali  Vittorio Matteucci,Enrico D’Amore, Chiara Luppi, Simone Sibillano, Simone Leonardi, Andrea Murchio, Paola Lavini, Fabiola Ricci, Serena Mastrosimone, lo sciabolattore Massimo Cimaglia, l’esperto e traduttore di Musical Franco Travaglio, oltre a professionalità residenziali quali il Maestro di recitazione Francesco Facciolli, la vocal coach Gulnora Badydjanova, lo Psicologo Antonio Cervigni esperto di psicodramma freudiano, la docente di movimenti coreografici Maestra Daniela Domizi, la curatrice d’immagine e Make Up Artist Angela Papa, il sound design dei Tonico.

Per Iscrizioni & Informazioni:

email to:accademiaplatafisica@gmail.com

Direzione: 3498051483
Preiscrizioni: Palestra SuperGym via Lorenzoni

Seguiteci su FB: https://www.facebook.com/accademiaplatafisica?ref=hl
Sito web: www.accademiaplatafisica




Accademia vi mette sul palco con i grandi professionisti del Musical!!!Accademia vi mette sul palco con i grandi professionisti del Musical!!!




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16 maggio 2015

La Vita è meravigliosa -Piccole donne il Musical

Teatro Comunale di Treia (MC)
23/05/2015 ore 21.15


  Rassegna Giovani e Nuova Drammaturgia

LA VITA E’ MERAVIGLIOSA- Piccole Donne il Musical
Le Temps d’une Pause e Accademia Platafisica
di Maria Laura e Brunella Platania

La Vita è meravigliosa Piccole donne il Musical: nel cast, Brunella Platania ed Enrico D'Amore


Le Temps d’une Pause& Accademia Platafisica Associazione CULTURALE teatrale in Collaborazione con PROFESSIONE SPETTACOLO ROMA presentano La Vita è meravigliosa Piccole donne il Musical, che sarà in scena al Teatro Comunale di Treia 23 maggio ore 21.

Nel cast, nomi come Brunella Platania, Enrico D'Amore, ma anche Alessia Grasso, Stefano Sbrignadello, Andrea Spedicato.




CLICCA QUI PER I BIGLIETTI

LA VITA E’ MERAVIGLIOSA
Piccole Donne il Musical
“Per realizzare un sogno, una persona deve superare tante prove.”

ADATTAMENTO, IDEAZIONE E REGIA MARIA LAURA PLATANIA

SABATO 23 MAGGIO ORE 21,15 TEATRO COMUNALE TREIA

Info e preno: 0733205571-3483417306 teatroservice@virgilio.it

“Vorrei che portassimo ferri da stiro sulla testa per impedirci di crescere. Ma disgraziatamente i boccioli diventano rose e i gattini gatti!”
Louisa May Alcott

Un grande classico della letteratura, nell’immaginario di bisnonni e pronipoti, godibile perché divertente, emozionante, ricco di protofemminismo ed educazione ai sentimenti veri, il romanzo della Alcott, impreziosito da musiche del vasto panorama del Musical e del Pop, con movimenti coreografici e progetto video è proposto dalla Associazione Culturale per la Promozione del Musical “Le Temps d’une Pause” con il suo Vivaio di talenti di Accademia Platafisica in collaborazione con Professione Spettacolo di Roma e arricchita da Maestri professionisti del Musical Brunella Platania, Enrico D’Amoree ,inoltre, Alessia Grasso, Andrea Spedicato, Stefano Sbrignadello.

La storia di Piccole Donne ha sempre affascinato grandi e piccini, a cominciare da quel lontano 1868, anno in cui Louise May Alcott scrisse il famoso libro dall’omonimo titolo.
- Da allora, anche il cinema ha subito il fascino dei suoi semplici e coinvolgenti intrecci. La prima trasposizione cinematografica di spessore risale al 1933, ad opera del cineasta statunitense George Cukor. In questo caso tra gli interpreti troviamo la grande Katharine Hepburn (nel ruolo di Jo).
Nel 1949 spetta al regista Marvin Le Roy riportare gli intrecci del romanzo sul grande schermo: nel cast figurano Elizabeth Taylor, June Allison, Rossano Brazzi e Janet Leigh.
- Anche la Tv ha fatto la sua parte. Nel 1955 Anton Giulio Majano confeziona per le reti nazionali uno sceneggiato televisivo di tutto rispetto. In tal caso Piccole Donne è interpretato da attori nostrani, come Lea Padovani (nel ruolo di Jo), Maresa Gallo, Emma Danieli e Vera Silenti.
- Nel 1989 il regista Gianfranco Albano riporta sul piccolo schermo un remake di questa pellicola di Anton Giulio Majano, cambiando il titolo in Quattro Piccole Donne. In tal caso, il soggetto è sapientemente reinterpretato dalla scrittrice Lidia Ravera, che, per l’occasione, colloca la vicenda negli anni ottanta.

Infine, è toccato al cinema, nel 1994, ricalcare le coinvolgenti vicende narrate dalla Alcott. Il merito va alla regista australiana Gillian Armstrong e chi meglio di una donna poteva rappresentare e riproporre un universo al femminile, fatto di romanticismo, determinazione, bellezza, sogni e drammaticità? Non poteva che venirne fuori una pellicola piacevole, elegante e coinvolgente. Per il cast, quasi interamente al femminile, la Armstrong ha scelto attrici d'eccezione, tra cui Winona Ryder, Susan Sarandon e Samantha Mathis.

E oggi, fedelissimo al testo, ma originale nella proposta approda sul palcoscenico con una Compagnia frizzante di giovani promesse e collaudati artisti PER IL DIVERTIMENTO DI GRANDI E PICCINI!

PERSONAGGI E INTERPRETI

MAMMA MARCH: BRUNELLA PLATANIA
PAPÀ MARCH: STEFANO STEX SBRIGNADELLO
JO MARCH: ASIA ANGELINI
AMY: ELISA GRAZIOSI
MEG: CHIARA GIORDANO
BETH: ILENIA SILVESTRELLI
ZIA MARCH: MARIA GIUSEPPINA SALCICCIA
HANNAH: IVANA SILLA
SIGNOR LAWRENCE: ANDREA SPEDICATO
LAURIE LAWRENCE: MICHELE PISTELLI
JOHN BROOKE: ELSID LUMI
PROF. BEAR: ENRICO D'AMORE (Cover Giorgio Gentili)
SALLY E VICINA DI CASA HUMMEL: ALESSIA GRASSO

SIGNORA HUMMEL:DEBORAH DI CARLO
PRESIDE DAVIS: MARGHERITA ARINGOLO
JENNY SNOW e GOVERNANTE: CRISTINA RICOTTA
COMMERCIANTE E DOTTORE: CARLO MACERATINI
SIGNORE ALLA FESTA: DEBORAH DI CARLO, MARGHERITA ARINGOLO

VOCAL COACH: GULNORA BAYDJANOVA
ACTING COACH: FRANCESCO FACCIOLLI
MOVIMENTI COREOGRAFICI: DANIELA DOMIZI

DIREZIONE ARTISTICA MARIA LAURA PLATANIA

DIREZIONE MUSICALE BRUNELLA PLATANIA

COREOGRAFIE  MARCELLO SINDICI
DISEGNO LUCI  FRANCESCO FACCIOLLI
SOUND DESIGN TONICO
COSTUMI : SARTORIA ARIANNA
GRAFICA E PROGETTO VIDEO FRANCESCA CETORETTA


Info e preno: 0733205571-3483417306 teatroservice@virgilio.it
PREVENDITE ONLINE: www.liveticket.it/teatroservice
Area degli allegati




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6 marzo 2015

Anna che mentre combatte non è sola di Paola Olmi

Dimenticate il romanzo. Dimenticate l'autobiografia. Cercate di fare a meno del bisogno di incasellare in un genere questa lunga "confessione" - ma se non fosse  per il senso cristiano implicito anche questo termine sarebbe inappropriato - di Paola Olmi.

Anche la scansione temporale segue una logica a parte.

A.C. D.C.

Prima e dopo un  evento umano che ha nome cancro, che spaventa, chiude, restringe l'orizzonte temporale immediato, per poi volare oltre il tempo, in una sorta di personale recherche del passato che si fonde con il futuro. Una nuova prospettiva di quella che chiamiamo e sprechiamo come Vita e che all'improvviso assume un valore altro. Quella fitta rete di relazioni umane che sostengono il quotidiano mostrano i punti laceri del tessuto e improvvisano fortezze che non avevamo valutato a sufficienza.
Anna/ Paola - che a carte scoperte la Olmi gioca la partita della vita - precipita, in una giornata qualunque della sua vita intensa di donna in carriera, brava mamma e moglie realizzata, nel primo girone della sua personale caduta agli Inferi, con la scoperta di una devastante malattia del suo compagno di vita. Stordimento. Poi, la sua  di malattia e,  a rapidi passi, si sprofonda in quel rutilare di emozioni  che accompagnano il sentimento di finis vitae. Nulla, il nulla. La forza della vita è non  conoscere nè l'ora nè il momento, vivere come se fosse per sempre, godendo dell'attimo, logorandosi delle mille idiozie della quotidianeità, soddisfatti o insoddisfatti, orgogliosi o cupi per successi/insuccesi che non permettono a una filo d'erba di spuntare prima del tempo. 

C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace

 Dicono che in Olanda ci sia un' ambulanza dei desideri che porta chi non ha molto tempo da vivere  a vedere la cosa che più desidera: ecco forse è in questa prospettiva che Anna/ Paola  decide di "vedere" la vita, allacciando il passato al presente in un continuum di emozioni che attraversano appena la fase della malattia/intervento/cura/ speranza di guarigione, per dare spazio a ricordi, momenti,  lettere da un passato  che si invera. Carezze per il cuore, carezze per l'anima. C'è un sentimento religioso necessario che d'un tratto affiora  e cerca un suo perchè in un pellegrinaggio. Chi ha letto Lourdes di Rosa Matteucci sa  cosa intendo: la giovane Maria Angulema si accinge, incongrua dama di carità avventizia, a compiere il pellegrinaggio di Lourdes con uno scopo segreto e bruciante: rendere al mittente il pesante fardello di dolore che si porta dietro da quando suo padre è morto in un incidente automobilistico – e «chiedere formale spiegazione e magari soddisfazione di tanta sofferenza al Padreterno». La Matteucci  ci prende di sorpresa con l’insolenza, la drasticità, la vocazione alla comicità della voce narrante, l’audacia dell’impasto linguistico, ma anche con la sua superba capacità di nominare la dolorante sostanza del mondo. La Olmi riesce, quasi suo malgrado, a restituire a tutti noi il suo personale dolore nominando a sua volta la sostanza dolorante del mondo, con una nota in più che da sarcastica si fa quasi gioiosa: la convinzione che l'amore la salverà. L'amore licor, non sulle sue ferite di cagna dolorante, ma l'amore che lei riserva al mondo che la circonda all'umanità, alla natura, alla vita, che le è dato vivere e che intende consumare  fino in fondo. E' bella questa Paola, è bella la sua lezione. Apprendiamola in  questo mondo distratto che rifugge dal dolore e dall'amore, è la "religione" di Paola. Ho difficoltà a credere che  possa iscriversi un'unica religione questo sentimento di comune gioia.


https://www.youtube.com/watch?v=2HgvZjxsdgI


https://www.youtube.com/watch?v=2HgvZjxsdgI


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3 gennaio 2015

Penombre una raccolta di racconti di Maria Laura Platania

http://www.amazon.com/Penombre-Italian-Edition-Maria-Platania-ebook/dp/B00427YSI2





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23 settembre 2014

Alice nell'ombra di Barbara Garlaschelli

Romanzo breve di Barbara Garlaschelli "Alice nell'ombra" è la singolare storia di una vita femminile spezzata, scritta con un inchiostro intriso in una tavolozza di colori  che spazia dal rosa al giallo, insistendo sul noir.

Incentrato su un presente incombente e tetro che si esprime in "a parte" significativi e cadenzati, Alice è la storia sofferta di una demivie posseduta da similaffetti ai quali non può sottrarsi... una storia tutta al femminile - sullo sfondo e pallidi manichini senza ombra i personaggi maschili -   con un padre svanito  che si è fatto cappello di paglia a protezione del sole  e dei venti violenti della vita, un ragazzo marito amante  che non sa suscitare passioni, un amante vero che è più carne che anima nella ricerca disperata di altro da sè e in sè della per sempre piccola Alice. E le donne: una madre troppo giovane, troppo donna, poco donna, incerta nella professione,  nel collocamento sociale, che vive nell'ombra di un'amica d'infanzia che è il suo "tutto".  Oltre ogni morale, oltre ogni senso di appartenenza e responsabilità. Una Medea inversa in un universo che soffre un irrisolto complesso di Elettra. Complicità nascoste, verità negate, foto sbiadite di un passato che sente l'urgenza di riaffiorare per definire un quadro di responsabilità/amori che non può rimanere per sempre nell'ombra. Ma a volte il lucore forte dell'indagine distrugge anzichè focalizzare vite e logiche. Così per Alice per sempre fuori dallo specchio di incantata meraviglia, per sempre dietro un cappello di paglia bagnato di un'acqua rosso sangue...

L'originalità della narrazione è tutta nella narrazione stessa che con perfetta maestria Barbara Garlaschelli dirige dalla prima all'ultima riga, tenendo cuore e sensi del lettore ben desti e in  continua allerta in una sovradimensione spazio temporale che fa il racconto perfetto. Un consiglio di lettura. 


http://www.amazon.it/alice-nellombra-barbara-garlaschelli-Libri/s?ie=UTF8&page=1&rh=n%3A411663031%2Ck%3AAlice%20nell'ombra%20Barbara%20Garlaschelli


http://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_Garlaschelli


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31 luglio 2014

Letto per voi: Un cuore ovale di Miriam Tocci(youfeel) digital edition Rizzoli

http://www.amazon.it/cuore-ovale-Youfeel-Miriam-Tocci-ebook/dp/B00LX6OZ24



Nell'estate che non c'è trovi il romanzo che ci vuole...perchè sì, il rosa della nuova collana Rizzoli Youfeel edizione digitale, è pieno di pioggia, fango, cuccioli e umani smarriti e, naturalmente, come in ogni rosa che si rispetti, delicate lacrime femminile in lotta libera con robuste e trattenute lacrime maschili... meglio, più  che in lotta libera in presa rugbista...già perchè protagonista assoluto di questo romanzo rosa con un pizzico di giallo che lo esalta è un maschione da parata militare, idolo del rugby - da qui il suggestivo titolo del cuore-pallone - che ha la stazza giusta per accogliere nelle sue braccia la sfigatissima minuta rosso fiamma Serena, ventisette anni appena e una valanga di sciagure iniziate con un malmatrimonio con il classico uomo apparentemente perfetto... ma sarà Francesco rugbista dagli occhi di piombo fuso il perfetto? Sarà lui a ricostruire dalle macerie la vita della piccola barista/veterinaria con velleità agrituristiche in una capitale più suggerita che narrata?  Serena e Francesco avranno  i loro oltre a uno stuolo di cuccioli  salvati all'abbandono sotto una pioggia battente che pretende di lavare via passato e dolori? Non voglio guastare le sorprese e i colpi di scena che dalla metà delle 160 pagine del romanzo rosa shocking si succedono raccontando dettagli che è bello scoprire al touch dello screen personale di ognuno...voglio solo dire perchè una  disincantata come me, innamorata di letteratura e incurante dei generi, meno che meno il rosa si sente di consigliarlo  e non solo per rimpizzare un tablet estivo tenendo leggera la valigia. Presto detto: costretta nel genere Miriam Tocci riesce, appena può a schivarlo, lasciando intuire le sue potenzialità di scrittrice...costretta dal genere a non definire più di tanto i personaggi, che rimagono di maniera come in ogni rosa di consumo, si sofferma sugli sviluppi di trama, l'occhio ben fermo alla sua passione a quel  fantasy che ne ha segnato il debutto.
In Francesco occhieggia Adam l'angelo dalle ali nere del Destino dei due mondi, potenti nel fisico, ambigui quanto basta...un romanzo quello, da recuperare in fretta per proporlo al più vasto pubblico del web...consigliato a chi vede il mondo in rosa...ma sa che è il nero a dominarlo. Il costo? poco più di due euro...ne avreste spesi volentieri di più

MIRIAM TOCCI nasce a Roma nel maggio del 1977. Appassionata sin da giovanissima di libri e scrittura, esordisce nel 2011 con un romanzo Urban Fantasy intitolato: “Il Destino dei Due Mondi-L’Angelo dalle ali nere”; nel 2012, con il racconto: “La sua voce in un respiro” si classifica in un concorso e partecipa all’antologia intitolata: “Stirpe Chimerica Vol.1”. Sempre nel 2012 mette da parte la vena fantastica per dedicarsi al romance, quindi scrive racconti d’amore per alcuni blog e, come coautrice, pubblica il suo“ Natale ancora” in un’antologia intitolata: “Love at Christmas – Tre racconti di Natale”.
Nel 2013 è di nuovo coautrice della raccolta: “C’è amore nell’aria – Quattro romantiche storie d’amore” con il racconto: “Backstage in love”.La sua più recente pubblicazione: “Un cuore ovale”, romanzo edito da Rizzoli per la collana rosa digital You Feel, nel mood Romantico.
Nella vita ama gli animali, la sua caotica famiglia e tutto quello che stuzzica in lei la creatività: dagli scatti con la Reflex, al cake design.


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13 giugno 2014

Il paradosso dei gemelli di Maria Laura Platania

Il paradosso dei gemelli

di

Maria Laura Platania


"Non guardare adesso," disse John alla moglie "ma ci sono due vecchie un paio di tavoli più in là che stanno cercando di ipnotizzarmi."Laura, subito pronta ad afferrare la battuta, ostentò accuratamente di sbadigliare, poi piegò la testa come per scrutare il cielo in cerca di un aereo inesistente."Proprio dietro di te" aggiunse il marito. "Per questo non puoi voltarti subito... si noterebbe troppo."Laura ricorse al trucco più vecchio che esista, quello di far cadere il tovagliolo, poi si chinò cercandolo a tentoni ai suoi piedi, e scoccò un'occhiata da sopra la spalla sinistra mentre si tirava di nuovo su. Tirò in dentro le guance, primo segno rivelatore di una crisi isterica repressa."Non sono affatto due vecchie" disse. "Sono due gemelli travestiti."



L’equilibrio armonico può nascere dall’accostamento dei contrasti.

Energia magnetica nella perfezione di due anime che si completano.

Virginia minuta sempre tesa come una corda di violino, Veronica di statuaria bellezza espressione di una imperturbabile solidità interiore.

Virginia vibrante, mercuriale, divorata dalla passione, Veronica solenne composta eretta e compassata emana calma principesca.

Folte e brune le chiome ma diversi gli occhi che si sfidano all’incrocio magico del loro comune destino: dolci e bruni quelli di Virginia, sfidanti e d’oriental zaffiro quelli di Veronica. Abiti velati e seducenti, nessuna preziosità aggiunta e un incredibile dominio l’una sull’altra, vigile sorveglianza che le accomuna.

E poi le voci. Cupa, profonda, mistica quella di Virginia e, au contraire, acuta argentina adolescenziale quella di Veronica, sapiente gioco di natura.

E’ al pianoforte che la loro dispersa unità si ritrova, quando suonano, attraversandoli in perfetta simbiosi, Bach, Mozart, Schubert fino a Strawinskij, Gershwin, Bernstein, Satie. A volte cantano, guardandosi con un’intensità che imbarazza l’uditorio, affascinato da questa completa unità.

Una imagérie perfetta, senza sbavature, una vita armonica in una casa ariosa, sfarzesca e domestica, nel cuore di Roma. V& V, quasi una doppia vittoria.

Nel palazzo antico, che abitano da una trentina d’anni, tutti ricordano l’incredibile bellezza della loro madre, diversa in tutto dalle sue figliole, sempre largo il sorriso, sempre velati i begli occhi. Nessun uomo, né padre, né marito. Una giovane donna sola, con due figlie gemelle, che si guadagnava da vivere impartendo lezioni di piano ai bambini dell’aristocratico quartiere. E alle sue di bambine, naturalmente. Desiderava che suonassero insieme fin da piccole, anche se litigavano continuamente, accusandosi l’un l’altra, di rubarsi spazio.

Dalla finestra di fronte Ermanno, maturo, solitario professore di antropologia, le spiava, coltivando amore per la loro mamma e interesse per quelle due piccole dee, irate in privato, ma sempre perfettamente serene in pubblico. Bizzarro quadro di vite contro. Ma contro cosa? Se l’era chiesto il professore con la curiosità con la quale, nei suoi lunghi anni di studio nell’Università della sua città, aveva ricercato storie di popoli lontani. Costumi sì, ma anche nature, perché l’uomo è impasto sapiente degli uni e dell’altra.

Spiava silenzioso, le orecchie intente a catturare il fascino delle melodie che le dita lunghe delle donne evocavano al tatto leggero sul vecchio pianoforte.

Mani tutte identiche, stessa lunghezza, stesso candore, uguale magrezza.

Mani di donna capaci di cose che gli uomini non avrebbero mai nemmeno immaginato. Piccoli gesti e audaci concessioni intellettuali.

Quel giorno, le pesanti tende della sala da musica della casa erano chiuse, era un’alba tiepida di primavera e il professor Ermanno si era alzato di buon’ora come sempre quando la stagione lo permetteva.

Aveva accostato il tavolino alla finestra e con studiata tranquillità s’era disposto a bere il suo cappuccino amaro, la sua spremuta d’arance rosse con una sottile fetta di pane spalmato di miele d’acacia.

Il rito di una vita, la sua, solitaria, metodica, al bivio dei sessant’anni.

Bach, di fondo. Ascoltava esclusivamente la sua musica: La passione secondo San Giovanni, la Messa in sì Minore, l’Aus tiefer Not, l’Actus tragicus, i Concerti brandeburghesi...” geniale astrattezza di un uomo che ti dà l’illusione del futuro rifugiandosi nel passato...” stava pensando, mentre le sguardo insistito tentava di superare l’opposizione di quella tenda ostile.

Strano, Madame Ambra – amava chiamarla così - non la tirava mai, la sua sembrava davvero una casa di vetro, una vita riservata ma esposta, per curiosa antinomia.

Aveva socchiuso gli occhi, ora, le mani scarne protese nel vuoto, dirigeva una invisibile orchestra, mentre, intorno a lui, il mondo e la sua inutile noia sembravano dilatarsi e scomparire nella fantasticheria di un uomo che si accingeva a affrontare l’ultimo tratto della sua vita prima di ricevere l’ultimo invito. Quello necessario.

Era stato in quel momento, lo aveva riferito ai carabinieri con lucida e sofferta precisione, che aveva sentito una scomposta risata provenire dalla casa, una risata oscena. Avrebbe aggiunto orgiastica, se non avesse pensato che il giovane appuntato che raccoglieva la sua indiretta testimonianza non avrebbe capito il senso della parola e sarebbe stato troppo lungo e complicato spiegare.

Complicato e inutile. La verità era che in quel mattino del ventisette aprile del 1989 lui non aveva visto niente, se non il nero di una tenda.

L’inchiesta, del resto, era stata chiusa immediatamente, anche per risparmiare ulteriore dolore a Vittoria e Virginia. Così si era detto.

Non aveva raggiunto i quarant’anni Ambra quando si era tolta la vita, in modo repentino e violento, le figlie appena fuori dall’adolescenza si erano mostrate forti nell’affrontare il lutto e la nuova vita da sole. Nessun parente si era premurato per loro, ammesso che questi parenti esistessero.

Solo gli abitanti del palazzo avevano, almeno all’inizio, creato una catena di solidarietà con le ragazze. Solidarietà nutrita di curiosità insoddisfatta, nessuno era riuscito a capire perché mai una donna così responsabile, attaccata alle sue figlie in maniera maniacale, preoccupata della loro educazione, attenta in tutto, le avesse abbandonate al loro destino.

Non c’era niente in quella composta, femminile trinità a suggerire ombre.

E perché poi? la signora Ambra era cordiale, si fermava a parlare persino con la portiera, ascoltava con educata compiacenza le sue lagnanze sul cane degli inquilini del primo piano che abbaiava tutto il giorno, sui figli che non ne volevano sapere di studiare, sul rincaro dell’energia elettrica, ma quanto a parlare di sé, bé quella era un’altra storia. Al più si mostrava compiaciuta dei risultati scolastici delle sue gemelle, impeccabili liceali, e raccoglieva sorridente i complimenti sulla loro bellezza e finezza. Diverse sì, di carattere, diverse sì nel colore degli occhi, per il resto due gocce d’acqua.

Due gocce d’acqua: una in caduta libera, l’altra in sospensione magica.

Mai un cenno sul padre, nessuno aveva mai capito né chiesto, se fosse vedova o separata. Certo stupiva che una giovane donna così carnale e seducente si fosse risolta vivere una vita quasi monastica.

Chiacchiere, fitte consultazioni davanti all’elegante ascensore per un po’, si sa, la curiosità ha i suoi momenti di acuzie, poi, come qualsiasi malattia va in quiescenza. E una vita tranquilla alla fine annoia.

Fino a quella mattina, il bel corpo completamente nudo immerso nel rosso della vasca da bagno, un profondo taglio nel ventre. Strano modo di togliersi la vita, efficace, ma strano. E loro due, figlie amate, elegante ritratto in nero di un dolore senza consolazione: giunchi morbidi capaci di sopportare la burrasca l’una nella forza dell’altra. Le folte chiome brune sacrificate nel doppio di un velo più vedovile che da orfane, gli occhi cerchiati, asciutti.

Rigore, riservatezza soprattutto nel dolore: l’educazione di Ambra.

Natura, aveva pensato il professor Ermanno, incapace, di mostrare lui stesso la sua insanabile sofferenza.

Aveva smesso da quel giorno di guardare dalla finestra, se del tutto involontariamente il suo sguardo cadeva sulla casa di vetro, aveva l’impressione di un idillio deturpato, un ritratto a tre strappato da un destino violento. E quella risata tornava a ferirgli i sensi.

Virginia e Veronica, dunque, avevano accettato, apparentemente di buon grado, l’affetto di quella varia umanità che si preoccupava per loro, poi, avevano dimostrato che avrebbero saputo cavarsela da sole che potevano continuare loro quelle lezioni di piano che prima era la madre a tenere.

Un giorno poi erano partite, vincitrici di una borsa di studio per il Conservatorio di Parigi, nessuno si era stupito in tanti anni di musica respirata attraverso le pareti spesse di quell’antica casa, nessuno degli inquilini ne aveva vissuto mai il fastidio. Erano brave V&V, il giusto leit motiv per le vita del condominio di Via degli Scipioni.

Gli anni cancellavano gli anni, mentre la fama delle gemelle faceva il giro del mondo, copertine di riviste, foto glamour impreziosite dalla loro bellezza che, al passare degli anni, si faceva perfettamente algida.

Una vita per la musica, nessun amore, non di pubblico dominio almeno.

Il professor Ermanno aspettava paziente il loro rientro da ogni viaggio, collezionando ritagli di ogni loro concerto, rivitalizzando nell’universo anodino della loro vita, la sua stanca vecchiaia.

Giudizi divergenti sulle signore del pianoforte.

“Intrepido il tempo di Virginia, rapido e avventuroso, mentre un languore di fondo guida quello di Veronica, tessitrice di suoni distillati e sereni.

Non di rado si abbandonano al canto fondendosi con la tastiera nuotando l’una nell’armonia dell’altra, quasi con voce di sirena sussurrante nel fiume dell’altrui melodia: l’imagerie del duo al pianoforte”

Il mito delle sorelle V& V: Virginia incapace di peccato, Veronica capace di tergere sudore e sangue. Nomen omen, pensa il professore.

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"Molte religioni antiche narrano come all'inizio dell'universo ci fosse un essere assoluto che possedeva in se stesso il maschile e il femminile, in seguito l'uovo cosmogonico si ruppe, i sessi si separarono e nacquero nuove potenzialità. E' parte della cultura greca: Platone nel Convito per spiegare come sia sorta tra gli uomini la tensione amorosa, racconta che nei tempi dei tempi esistevano tre sessi: maschile, femminile e un terzo sesso che aveva in sè i caratteri degli altri due, radunandoli, aveva, infatti quattro gambe, quattro mani, due facce, quattro orecchie, doppi organi genitali e sul collo cilindrico, due visi in un'unica testa. Un'unica testa che impensieriva Zeus, dio geloso, che ben pensò di separarli per indebolirli: "Tutti gli uomini che sono derivati dalla divisione di quel doppio essere - ci racconta Platone - sentono tutti l'attrazione... per l'altro, (Platone spiega con la divisione di un doppio femmina, doppio maschio o doppio sessuale anche le omosessualità, gli adulteri e la frigidità) e la ragione di tutto questo è che tale era la nostra antica natura, che noi eravamo uniti; e lo struggimento per quella perduta unità, il desiderio di riottenerla si chiama amore".

La sala gremita é attenta alla lezione del chiarissimo professor Ermanno Dolci, massimo esperto europeo di antropologia culturale, un ottantenne prosciugato nel fisico, ma lucidissimo nell’affrontare le tematiche dei suoi studi di una vita . "....Allo stesso modo, nel mondo romano, Ovidio nelle Metamorfosi descrive la nascita di Ermafrodito frutto della fusione della ninfa Salmace, innamorata del casto figlio di Ermes e Afrodite, al punto da tentarlo all'amore e invocare la fusione col suo corpo: "Dopo che un abbraccio tenace li ha uniti - racconta Ovidio - non sono più due e però mantengono duplice forma; quel corpo non si può definire di uomo o di donna, sembra non avere alcun sesso e possederli tutti e due."

Un desiderio profondo, quello del mondo antico che intuisce nella fusione dei generi la possibilità di allargare la sfera della conoscenza, ma rifiuta la devianza fisica: l'androginismo fisico era considerato mostruoso, segno di rifiuto divino e i bambini ermafroditi venivano uccisi.

Ma il mito resiste ancora oggi intatto nella sostanza tra i pellerossa del Sud Dakota: nel mese di giugno del 1996 i capi spirituali di varie tribù di nativi americani si riuniranno, con autorevoli esperti mondiali nella loro città di Wagner, per confrontarsi sul tema della spiritualità, della crisi socio economica del pianeta e della vita dell'Universo.

Loren Zephier, il suo nome indiano è Standinh Elk (Alce in piedi), massimo capo spirituale ha raccontato di avere avuto la visita di un Essere di luce, di natura apparentemente femminile, che gli ha rivelato che oggi é il tempo del compimento delle profezie. Questa Entità, che gli americani chiamano "Donna Bisonte Bianco", è la loro guida e riassume in sè i caratteri dell'androgino.

Un quadro del superamento delle separazioni e delle discriminazioni sessuali, l'itinerario di un cammino verso un'armonia senza barriere di genere si può ripercorrere attraverso letture e saggi. Una ricostruzione storica, artistica, filosofica di un mito che è di grande attualità. Darwin nel suo "The descent of Man" diceva che la donna e in particolare la madre, nell'unico ruolo che egli riconosceva alla donna "assomiglia alla sua giovane prole per tutta la vita" e che "i bambini maschi e femmine si assomigliano molto tra loro come i piccoli di molte specie animali in cui gli individui dei due sessi, una volta adulti, si differenziano notevolmente; essi assomigliano molto più alla femmina adulta che al maschio adulto; sempre alla metà del secolo lo storico francese Jules Michelet dice che "madre e figli formano un'unità in "quel raggio vivificatore che ripristina la loro naturale unione originaria", come se volesse negare una differenziazione sessuale riportandola al principio procreatore.

Il professore legge con voce lenta e profonda i primi d'una serie di fogli scritti a mano in calligrafia vetusta, ma personale: le elle slanciate, le ti tagliate da tratti sghembi che descrivevano una trama armonica, nella griglia delle righe grigie da quaderno. Ascoltano in silenzio Virginia e Veronica, attente a non perdere una sola di quelle parole, osservano le spalle ossute, la gentilezza dei lineamenti, indovinano nel volto, che dissimula la stanchezza di sempre, quella che doveva essere stata un’ antica bellezza.

Dolci continua la sua descrizione di un ipotetico femminino:

Nella tradizione albanese la saggezza e' incarnata dal contadino, dal capofamiglia. Questo ad esempio a 78 anni ancora lavora la sua terra. Solo che non e' un uomo, ma una donna, più' esattamente una vergine, che ha deciso di abbandonare la sua sessualità e i suoi vestiti femminili per sostituire il capofamiglia emigrato, diventando lo sposo di sua cognata e vestendosi da allora da uomo. Si tratta di una vera e propria sostituzione. Babelok ha fatto tutto cio' che un uomo doveva fare: "Mi sono sempre comportato come un uomo, anche se so teoricamente di essere una donna. Non ho mai sofferto la mancanza di una famiglia. I figli di mio fratello sono i figli miei. Non ho mai lavato un calzino, non ho mai fatto un lavoro domestico, il mio lavoro e' lavorare la terra".

Parla di se stesso al maschile come del resto fanno tutti gli altri.

Grazie a donne come lei, che sostituiscono uomini deceduti, dispersi, emigrati, si conservava l'unita' della famiglia, l'ereditarietà e soprattutto l'eredita'. Per un paese spesso in crisi si trattava di un eccezionale metodo di preservazione dell'unita'. Si tratta di una figura tradizionale, unica al mondo, che e' in fase di estinzione: poche decine, concentrate nel nord e in famiglie solo cattoliche. Lo aveva già sostenuto Freud nella sua teoria della sessualità: in ogni uomo c'è un po' di donna e viceversa. Pure è l'uomo a soffrire di più, memore del matriarcato e di paure ancestrali, questa potenzialità femminile.

Nella seconda metà dell'Ottocento Octave Mirbeau sul "Mercure de France" parlando dell'interpretazione della figura femminile di Remy de Gourmont nella Lilith osservava che le rare eccezioni di donne capaci di dare "nell'arte o nella letteratura, l'illusione di una forza creativa" sono in realtà donne strane "contro natura o semplicemente riflesso di uomini", a ribadire quel che ho detto prima, gli uomini si attribuiscono l'intelligenza per genere. Nell'Astarte Siriaca del 1877 e nella Beatrice del 1880, Dante Gabriele Rossetti crea e usa una stessa figura , ma con un volto completamente privo di connotazioni femminili, fisico virile, sguardo "maschio", come a dire che la donna esiste solo se è riflesso di un uomo. Fuori dal ruolo imposto di moglie-madre la donna è "Amazzone", evoluta, ma inutile, genere a perdere. Eva, Giuditta, Salomé, nell'arte del '900 da Klimt a Moreau, sono androgini per scelta, volontà o perché dentro loro, impastato nella carne portano il peso di un giudizio maschile. E’ abbastanza raro trovare una donna intera, in generale alle donne hanno tolto qualcosa: autonomia, identità, autorità, portano i segni di adattamenti forzosi, di rinunzia a parte di sè, di mortificazioni secolari, di mutilazioni profonde, di violenze subite che generano paura, inganni meschinità."

“Mutilazioni profonde” ascoltano rapite Virginia e Vittoria. Parole che minacciano, quelle del professore.

“Da sempre l'arte è dalla parte femminile del mondo perché sfugge a qualsiasi tentativo di riduzione e dominio razionalistico: i problemi posti dall'arte corporea oggi sono quelli dell'appartenenza e dell'identità, che sono anche di attualità sociale. Uno dei temi principali oggi, dell'arte e non solo nell'arte, è il tema del desiderio dell'artista di essere un altro, di essere l'altro, conquistare l'altra parte di se stesso.”


Le mani delle due donne si stringono fino a ferirsi mentre il professore le racconta…

Lui sa dicono i loro sguardi ha sempre saputo…

Lui dirà dice il pensiero di Virginia alla coscienza di Veronica…

Loro adesso ripercorrono quella storia che Ermanno ha ritrovato per caso nella sua memoria: una giovane donna violentata, un parto sofferto, due bambine bellissime. Siamesi, unite dalla vita in giù…

Un intervento riuscito per strapparle a un’esistenza dimezzata, sacrificato il genere, mai più donna, né uomo.

La Madre aveva deciso per loro e loro insieme avevano deciso per la Madre: la ferita che mutila inferta a quell’utero infetto che aveva prodotto il doppio in perfetta mostruosa bellezza…

Si alzano le perfette gemelle, la platea le riconosce e gli applausi per la conferenza di Dolci si fondono a quelli per loro. Le mani ferite si stringono all’ossuto delle mani del professore, mentre gli occhi dicono di un segreto condiviso che non verrà svelato. Mai.

“L’androginia appartiene alla sfera degli dei, degli eroi, del sacro e del mito, ma non certamente alla storia reale” inutile palesarla bisogna consegnarla alla pietà.

La pietas per una madre incolpevole, per due figlie snaturate.

Dalla vita.





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permalink | inviato da Roswita il 13/6/2014 alle 14:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

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